Piano di riequilibrio in alto mare: dopo la gara deserta, a chi ricorrerà l’amministrazione Bianco per far quadrare i numeri?

Pubblicato il 5 aprile 2016 · In Articoli, Comunicati stampa, In evidenza

A chi si rivolgerà l’amministrazione Bianco per redigere il Piano di riequilibrio pluriennale? E quanto graverà sulle casse comunali e sulle tasche dei cittadini il gravoso compito di mettere in ordine i conti?

La gara per affidare ad un consulente esterno la rimodulazione del piano è andata deserta e al Comune, nonostante i tremila e passa dipendenti, mancano le competenze.

Il bando di gara, stilato dalla Ragioneria Generale su mandato dell’amministrazione, non richiedeva soltanto una semplice consulenza, seppure altamente qualificata, ma un vero e proprio servizio per predisporre la documentazione necessaria per la presentazione del piano (compresa la valutazione dei debiti fuori bilancio e la proposta di ristrutturazione del debito) e per il mantenimento dell’equilibrio strutturale dell’Ente.

Il servizio, in base al bando, sarebbe stato retribuito con un compenso di 34.500 euro, più “Iva o oneri riflessi se dovuti”. L’aggiudicatario, però, avrebbe dovuto garantire una polizza assicurativa contro i rischi della responsabilità civile professionale e i danni causati da errori e anche da infedeltà dei dipendenti, con coperture con un massimale non inferiore a 5 milioni di euro. Un’assicurazione con un massimale molto alto – a nostro avviso -  per la semplice consulenza di un professionista, per quanto dotato di rare capacità.

Sorprende la previsione della spesa di circa 35mila euro, quando nella proposta di delibera propedeutica al bando e fatta propria dalla Giunta municipale il segretario e direttore generale Antonina Liotta aveva sottoscritto che non ci sarebbero stati “né direttamente né indirettamente, oneri finanziari”. Ci auguriamo che la gara andata deserta non dia l’incipit per aggiungere qualche cifra e far lievitare il compenso di una futura consulenza esterna.

Visto che fino ad oggi l’amministrazione comunale non è nemmeno riuscita a riconciliare tutti i saldi con le aziende partecipate (alcune non hanno neppure approvato il bilancio 2014, mentre per altre manca l’asseverazione degli organi di controllo) e non riesce ad avere contezza dei debiti fuori bilancio e di quelli potenziali per le controversie in corso, così come non riesce a quantificare correttamente i residui attivi (riferiti a crediti molto probabilmente prescritti perché risalenti a molti anni prima), non sarebbe stato più utile pubblicare un bando rivolto ai maghi di professione, forniti di bacchetta magica?