“Caso Catania, operazione trasparenza”: Bianco dimettiti!

Pubblicato il 19 gennaio 2016 · In Articoli, Comunicati stampa, In evidenza

Il sindaco Bianco deve dimettersi! E’ la richiesta dei senatori del M5S Nunzia Catalfo e Mario Giarrusso e della deputata Giulia Grillo, presenti all’incontro pubblico “Caso Catania, operazione trasparenza”.

Troppe le ombre della sua amministrazione, assordanti i suoi silenzi in Commissione Antimafia sulle presunte infiltrazioni mafiose in Consiglio comunale e sulla telefonata intercettata con Mario Ciancio, in occasione della campagna elettorale del 2013, in cui sembra che Bianco confermi i voti dei suoi uomini in aula sul Pua.

Il quadro generale della città, secondo i parlamentari, è allarmante: l’affare del Pua è gestito dalla società Stella Polare, al cui vertice c’è Renzo Bissoli, condannato in primo grado a 7 anni per bancarotta fraudolenta; una strada è stata inaugurata dall’amministrazione insieme al gestore (prestanome di un boss mafioso) della discoteca Empire, già sequestrata nel 2006 e recentemente confiscata; alcuni consiglieri comunali sono stati segnalati dalla Commissione regionale antimafia per presunta vicinanza alla criminalità organizzata.

Bianco ha affermato di essere all’oscuro del fatto che, all’epoca della telefonata, Ciancio (proprietario di una buona fetta di terreni in cui dovrebbe ricadere l’intervento del Pua) fosse indagato per mafia.

“Non è credibile – dice Giarrusso, membro della Commissione Antimafia – che proprio lui, più volte sindaco della città e in quel momento ancora in corsa per la carica, non sapesse delle indagini sul principale editore e costruttore di tutta la Sicilia. Era, tra l’altro, una notizia di dominio pubblico, sulle pagine di tutti i giornali”.

Sulle intercettazioni punta il dito anche la Grillo: “La telefonata è partita, secondo notizie di stampa, da un’utenza del Comune, anche se allora Bianco era un semplice candidato a sindaco. A quale titolo e perché chiama da Palazzo degli Elefanti? Cosa chiede?”. Bianco non ha fornito spiegazioni valide alle domande dell’Antimafia, dice la deputata. Il M5S, perciò, farà la richiesta per le audizioni di altri soggetti e chiederà anche un’ispezione al Comune di Catania.

 “Il 10 dicembre il Consiglio comunale catanese ha approvato il Pua riportandolo all’idea originaria, rigettando di fatto, con l’approvazione di alcuni emendamenti, il parere del Consiglio Regionale Urbanistica che metteva una serie di paletti al Piano Urbanistico Attuativo. Questo conferma che la volontà del sindaco e di questa amministrazione è quella di riportare il progetto a quanto comunque richiesto da Stella Polare”, dichiara la Catalfo. “Come si evince da numerose notizie di stampa, su quel progetto e sui soci fondatori di Stella Polare sembrerebbe pesare l’ombra della mafia. Se, poi, si dovesse confermare che, all’interno del Consiglio comunale, ci sono persone vicine alla mafia – aggiunge la senatrice -  chi potrebbe garantire la trasparenza nella votazione sul Pua e, a seguire, su tutti gli altri affari, bilancio compreso?”.

Alla fine dell’incontro, una bella foto ricordo di cittadini, attivisti e portavoce ai piedi dell’Elefante, di fronte al Municipio. Una semplice foto ricordo che, però, ha attirato l’attenzione di qualcuno… ed è partita una telefonata (dal solerte Palazzo comunale, forse?) per la Digos che, naturalmente, ha fatto solo il suo dovere. Il risultato? Quattro o cinque cittadini, che dopo lo scatto fotografico si erano soffermati a chiacchierare, sono stati identificati, con buona pace di tutti.