Il M5S a gennaio rinuncia a quasi 140 mila euro: “In Aula arrivi presto il nostro ddl che taglia costi politica”

Pubblicato il 14 febbraio 2013 · In In evidenza

di sicilia5stelle.it

Trattenuti da ogni deputato solo 2.500 euro più rimborsi spese documentati. Ai circa 77 mila euro versati all’Ars in questi giorni, sono da aggiungere le somme rifiutate alla fonte che, per gennaio, ammontano in totale a circa 62.000 euro.
Cancelleri: «Presseremo perché si voti al più presto il disegno di legge che prevede un tetto agli stipendi di tutti i parlamentari».

Anche lo stipendio di gennaio dei deputati del Movimento Cinque Stelle, come promesso in campagna elettorale, è tornato in gran parte nelle casse dell’Ars. Ognuno dei quindici parlamentari M5S ha trattenuto soltanto 2.500 euro, più i rimborsi spese (documentati).

Nelle casse di palazzo dei Normanni in questi giorni sono rientrati 76.683 euro. A questa somma vanno aggiunti circa 62.000 euro che sarebbero entrati a gennaio nelle tasche dei deputati se non vi avessero rinunciato a monte, e cioè le varie indennità di carica (totale 6.638 euro), il rimborso per il trasporto su gomma (7.000 euro circa) e quello per l’esercizio dell’attività parlamentare (47.700 euro).

Proprio per la rinuncia “a monte” al rimborso per l’esercizio del mandato parlamentare, scattata con lo stipendio di gennaio, la cifra rimandata al mittente dai deputati M5S questo mese è inferiore a quella del mese precedente.

I quasi 77 mila euro restituiti in questi giorni dai deputati, come i 123 mila versati a gennaio, sono attualmente “parcheggiati” nel conto corrente generale dell’Ars e confluiranno successivamente alla Regione, quando sarà approvata la legge di stabilità, per finanziare un progetto di microcredito destinato alle piccole imprese.

Il Movimento Cinque Stelle va comunque oltre la semplice restituzione di parte dello stipendio e si muove per mettere un tetto agli emolumenti di tutti i deputati. E’ stato infatti presentato all’Ars un disegno di legge per la riduzione dei costi della politica. Il ddl n 97, presentato il 31 dicembre scorso, mira, infatti, a sganciare l’equiparazione degli stipendi dei deputati dell’Ars da quelli del Parlamento nazionale.

«Presseremo – sottolinea il capogruppo Giancarlo Cancelleri – perché il ddl arrivi al più presto in Aula. Se dovesse essere approvato presenteremo al Consiglio di presidenza la nostra proposta che prevede retribuzioni di 5.000 euro lorde a deputato, più un budget per le spese da rendicontare».