I tributi delle imprese devono rimanere in Sicilia

Pubblicato il 30 gennaio 2013 · In Articoli, In evidenza

di Nunzia Catalfo, Titta Prato e Alfio Mazza, candidati al Senato

La storia recente ci ha insegnato che tutto è possibile. Chi avrebbe immaginato un anno fa che il M5S sarebbe diventato il primo soggetto politico in Sicilia con 15 deputati; e che questi avrebbero davvero restituito il 70% del loro stipendio, creando un fondo di microcredito per le imprese o che si sarebbe finalmente detto no al Ponte sullo Stretto.

Sulla scia di questo cammino rivoluzionario, il M5S vuole continuare con la sua azione. Al Parlamento Nazionale, di concerto con i nostri 15 deputati all’Ars, ci batteremo per tutelare le istanze delle imprese e delle famiglie siciliane, proponendo di dare attuazione al principìo sancito dall’art. 37 dello Statuto Siciliano -i tributi restino in Sicilia- e mortificato dalla riforma tributaria, prevista dalla legge delega 825/1972 e dai successivi indirizzi politici.

La Sicilia soffre e paga. Stiamo parlando (soprattutto) del decennale inquinamento causato da pozzi petroliferi e da raffinerie regionali che lasciano poco o nulla alla nostra terra martoriata.
E tutto questo senza sconto alcuno. Il costo del carburante, infatti, continua ad essere il più elevato d’Italia, malgrado vengano raffinati il 60% dei carburanti di tutta Italia.

La nostra proposta è semplice: i tributi versati da chi produce in Sicilia devono restare alla Regione. Questo lo dice il nostro Statuto ed è quanto i cittadini siciliani, stanchi di promesse mai attuate, richiedono da anni.

Per questo motivo, faremo valere come decisivo, e quale presupposto d’imposta, il luogo fisico in cui dovrebbe avvenire l’operazione contabile della riscossione, ossia il territorio siciliano. Poco importa se la sede legale dell’azienda è sita in un’altra Regione.

Per anni i politici ci hanno ingannati. Nel mutato contesto socio-economico, oggi il legislatore nazionale deve essere chiamato ad adeguare il principio di capacità contributiva con le norme statutarie e attuative siciliane, recuperandone il contenuto sostanziale, ossia territorialità dell’imposta (art. 37 dello Statuto Siciliano).

Ci vediamo in Parlamento sarà un piacere.